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Le stagioni IL CIUFFOLOTTO postato da francmar alle ore 08:26 Ecco che arriva
nel chiarore dell'alba. Un trillo improvviso, un frullo d'ali veste il lillà imperlato di neve. Il sole, leggero sale al balcone. La balaustra è apparecchiata. " Mettimi ancora sul parapetto semi di grano e girasole". Permalink ¦commenti (6)¦ commenti (6)(popup) categoria : ANTIVIGILIA postato da francmar alle ore 07:08 " Le cose belle della vita
non sempre si vedono con gli occhi, ma si sentono con il cuore". Permalink ¦commenti (4)¦ commenti (4)(popup) categoria : ASPETTANDO IL NATALE postato da francmar alle ore 08:37 Le luci di Natale
colorano i giorni freddi dell'inverno e scaldano i cuori. Permalink ¦commenti (8)¦ commenti (8)(popup) categoria : DIARIO-DALLE ISOLE DEL SOL (3^parte) postato da francmar alle ore 06:29 Giungiamo nell’isola di Lanzarote di cui è capitale Arrecife che è mattino. Composta di antichi vulcani quest’isola è la più orientale dell’Arcipelago delle Canarie. Raggiungiamo in bus il Parco del Timanfaya, caratterizzato da un impressionante mare di lava di 52 km quadrati. A dorso di un dromedario ci addentriamo al suo interno; più tardi in bus raggiungiamo un luogo chiamato “El islote de Hilario” dove si trova il ristorante panoramico El Diablo. Qui assistiamo all’incommensurabile energia celata nel sottosuolo attraverso alcuni esperimenti geotermici, prima di addentrarci sulla strada dei vulcani tra colate di lava ormai pietrificate, enormi crateri e paesaggi mozzafiato, attraversiamo la Geria, dove la tenacia dei contadini ha realizzato vigneti su terreni ricoperti dalle ceneri vulcaniche per dirigerci verso il ristorante dove gusteremo i piatti della cucina locale. Nel pomeriggio visitiamo la parte settentrionale dell’isola, risparmiata dalle eruzioni vulcaniche e arricchita da una florida vegetazione grazie al clima mite durante tutto l’anno. A “Jamos del Agua visitiamo le grotte sotterranee trasformate dall’artista Cesar Manrique in un’opera d’arte unica nel suo genere. Prima di arrivare al porto sostiamo al “ Mirador del Rio”, un punto panoramico situato a 479 m. sul livello del mare, e godiamo la vista delle isole La Graciosa e Montana Clara. Alle 18 la Costa Vittoria parte per Tenerife (196 miglia marine). Si naviga verso ovest, esplorando la costa sud dell’isola, per transitare nello Stretto “ De Bocajna” che separa Lanzarote da Fuerteventura, famosa isola le cui spiagge sono note in tutto il mondo. Lasciato lo Stretto ammiriamo il tramonto. Nella notte si navigherà al largo dell’isola di Gran Canaria. L’arrivo previsto a Tenerife è alle 08.00, procediamo in perfetto orario. Avvicinandoci all’isola, osserviamo l’alta cima del Pico de Teide con la sua forma a cono che si innalza per 3713 m. Un tempo vulcano, di cui ora conserva solo il cratere, oggi è una montagna coperta di vegetazione. Avvicinandoci al porto noto le alte scogliere della costa nord orientale dell’isola, interrotte solo da qualche piccola spiaggia nelle baie. Ora siamo pronti all’ormeggio nel porto di Santa Cruz, capitale della provincia ovest dell’arcipelago. La nostra escursione comincia con una visita a La Laguna, antica capitale dell’isola. , oggi patrimonio, dell’Unesco. Oggi viviamo l’esperienza
di una vera e propria passeggiata nella storia…. a piedi percorriamo la Calle Objspo Rey, bordata di palazzi nobile del 700 con imponenti facciate, fra cui la Casa de Los Capitanes, di cui vistiamo il patio interno. Percorrendo la Calle Viana, apprezziamo le case borghesi, coloratissime, in stile pre colombiano e il santuario Del Cristo, un convento francescano del ‘600. Lasciata la Lugana, in direzione Tacoronte, fertilissima zona agricola, sostiamo in una tipica “ bodega”, una vecchia cantina, dove fra botti di vino, prosciutti e formaggi appesi, degustiamo i deliziosi vini locali, accompagnati da saporitissimi stuzzichini di prodotti tipici. Permalink ¦commenti (4)¦ commenti (4)(popup) categoria : diario QUESTA SERA postato da francmar alle ore 11:58 Il vento soffia nel camino
con sospiri di gioia, e, in sospesi silenzi, la leggerezza di sguardi scivola su ghirlande di lumi. Questa sera, i nostri cuori danzano come fiammelle sulla cera. Permalink ¦commenti (5)¦ commenti (5)(popup) categoria : DIARIO – DALLE ISOLE DEL SOL ( 2° Parte) postato da francmar alle ore 22:40
La prima meta della nostra escursione è la Sagrata Familia, simbolo della città di Barcellona. Si tratta di un’ imponente chiesa neogotica, concepita usando come modello le grandi cattedrali medioevali e realizzata in stile modernista ( la versione catalana dell’Art Nouveau). Il progetto e la realizzazione dell’opera furono affidati al celebre architetto Antoni Gaudi che vi si dedicò fino alla morte. Iniziati nel 1882 i lavori proseguono tuttora seguendo i progetti del suo ideatore. Visitiamo le due facciate già terminate della Natività e della Passione per proseguire per il Parco Guell, altra opera incompiuta di Gaudì, concepita agli inizi del 900 come avveniristico quartiere residenziale; l’architetto aveva dato via ad un’opera inimitabile con ampi viali, panchine e sculture dalle forme sinuose rivestite da tasselli di ceramica colorata. Nottetempo, dopo aver navigato al largo delle Baleari ci siamo avvicinati sottocosta allo stretto di Gibilterra, è stata la nostra prima notte nell’Oceano Atlantico. Spostate indietro le lancette dell’orologio di un’ora, siamo arrivati a Casablanca dopo ventiquattro ore di navigazione. Partiti dalla banchina in bus, ci siamo diretti alla scoperta della città, l’antica Anfa fondata nel 1515 dai Portoghesi, è una metropoli dagli ampi viali fiancheggiati da edifici moderni e dall’aspetto tipicamente europeo. Cominciando da una visita al mercato centrale, l’escursione prosegue verso il Palazzo Reale e il Palazzo di Giustizia, per terminare alla Moschea di Hassan II, la più grande moschea islamica dopo quella della Mecca. In tarda serata, dopo la partenza, vediamo la costa marocchina, illuminata allontanarsi di poppa. Noi siamo diretti ad Agadir. In mattinata dal ponte della nave, la costa offre al teleobbiettivo una continua alternanza di lunghe spiagge sabbiose e alte scogliere. I massicci rocciosi delle Atlas Mountains sfilano ai nostri occhi finchè alle 13 ci avviciniamo al porto di Agadir ( la Rimini del Marocco). Visitiamo la città salendo in bus alla Kasbah che domina l’Oceano ad un’altitudine di 236 m. Distrutta da un violento terremoto, la città fu costruita secondo i canoni dell’architettura moderna. Il centro della città è attraversato da strade popolate di ristoranti, negozi e botteghe di artigianato che le danno un carattere di stazione balneare, ma la cittadina racchiude tradizioni e culture tipiche. Molto apprezzato è stato lo spettacolo folkloristico “Fantasia”, degustando tè alla menta e paticcini marocchini. Sulla via del ritorno, una sosta shopping in una famosa Farmacia Berbera ci sono illustrati i poteri e i benefici delle piante e dell’olio di Argan. La nave lascia il porto alle 19
inseguendo il tramonto. Lasciata alle spalle la costa marocchina, soltanto le stelle illuminano la notte, mentre attraversiamo il breve tratto di oceano che ci separa dalle isole Canarie. Permalink ¦commenti (4)¦ commenti (4)(popup) categoria : diario |
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